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Category: AGAINST ANA AND MIA

ribelliamoci al mito magrezza=bellezza

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Il racconto di Sara…

Painting of Sara Alberti

Oramai lottava ogni giorno contro se stessa da mesi, ma ancora non era stanca di quella lotta. Era solo disgustata. Ogni cosa aveva perso il proprio sapore così come i colori, i suoi colori, mancavano di  brillantezza e man mano i suoi occhi, scuri, forti ed intensi, disconoscevano la loro vivacità. E con l’avanzare dell’inverno poi avvertiva ancor di più il freddo quasi da rimpiangere quei chili che aveva deciso di sconfiggere, che l’avevano ormai sconfitta. Passavano i giorni, divenivano sempre più corti e le notti, le splendide notti  di un tempo, non sembravano più appartenerle ma passarle accanto, così come quei chiari raggi di luna che, insolenti, le accarezzavano il corpo sempre più minuto e pallido.

Una di quelle notti tornò a casa dopo un’ennesima cena-digiuno con le amiche, era veramente stremata, voleva il suo letto, il suo pigiama, non ce la faceva più! Continuavano a metterla a disagio, “le altre”, le chiedevano come mai il cibo ordinato non fosse così di suo gradimento, visto che ne aveva lasciato tanto nel suo piatto e poco ne aveva messo nel suo stomaco. Poi ecco che riprendevano le critiche: “Sara, sei dimagrita tantissimo in un mese ma ora non pensi che basti?” e ancora: “Tu davi vita alle nostre cene, ai nostri incontri, cosa non va ora? Non ti riconosciamo più! E vedi di mangiare, invidiavo le tue forme, piacevano a tutti! Ora cos’è, vuoi diventare invisibile?!” e Sara:”Oh, ma che dite…innanzitutto sono ancora felice di essere qui con voi, se non mangio quanto prima che fastidio vi dò? Eh no, Michela, non diventerò invisibile, mi piaccio così, non ricordi mesi fa come stavo? Fidatevi, sto bene, parliamo di altro piuttosto, dai. Dimmi del tuo Francesco!”. Da qualche mese le loro serate erano sempre così e terminavano con il solito:”Te lo diciamo per il tuo bene, dimentica questa tua fissazione con il corpo, eri bellissima anche prima anzi, noi tutte e anche qualsiasi ragazzo ti preferiva comunque prima, con i tuoi bei fianchi e le tue forme! Torna in te!”.
Tornava in sè, tornava a casa e tra qualche  bestemmia a quel cretino che come sempre le prendeva il parcheggio di fronte casa, affranta, si raggomitolava nel suo lettino. Quei mesi…maledette, cosa le avevano ricordato!  Quei mesi e quei fianchi, quella pancetta appena pronunciata e oggi finalmente eliminata. Già, ogni cosa è stata eliminata ora, persino le sue forme, il suo calore… e ogni possibile relazione con quel bastardo di Mattia che tanto aveva cercato di conquistare quando era ancora formosa. Non ce l’aveva fatta allora, era sempre tra quelle sue modelle e nessuna poteva essere nemmeno paragonata con lei, acide femmine rinsecchite senza cervello. Preferiva quelle svampite magrissime, lui.. e Sara tutto era meno che svampita.. ma un tempo non era nemmeno magrissima,  almeno non come lo era questa notte.

Sara aveva il suo calore, le sue forme, i suoi colori, il suo sorriso e i suoi sogni ma mesi fa furono distrutti da quelle galline, dalle loro prese in giro, dalla loro invidia e lei non ce la fece, non seppe tener testa a quelle stupide idiozie e si arrese alla sua battaglia; verrà chiamata anoressia quella sua lotta con se stessa che le aveva fatto perdere la ragione, l’amore per se stessa, il suo corpo, la sua femminilità ? Quella notte però avvenne qualcosa: non tutto era ancora perduto, non lo era ancora  il suo desiderio di essere felice.

Giulia De Santis

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Dolore…

Di meno, di meno, sempre di meno… ma mai abbastanza… e ancora, di meno, di meno, di meno… ma sempre troppo: troppo difficile troppo faticoso, troppo doloroso… E allora di più, d più, di più… e il rimpianto, il rimorso, la rabbia… La rabbia di aver ceduto, di aver assecondato una malsana debolezza, di aver reso vani i sacrifici dei giorni precedenti, la rabbia di dover, per un attimo di stupido ed inutile, effimero senso di appagamento, ricominciare tutto da capo. Tutto da capo. Ancora, ancora e ancora. Ricominciare, per poi nuovamente cadere, rialzarsi faticosamente, resistere forse una settimana con quelle poche centinaia di calorie al giorno, ma incappare un’altra volta nell’errore…e sentirsi semplicemente un essere indegno di vivere.

Sara Alberti

Quei  demoni le invadevano la mente, spietati, crudeli, tanto potenti e radicati nell’anima da non poter far altro che dare loro ascolto e obbedire. Obbedire lealmente. Una fragile creature affetta da un morbo letale. Guardare con disgusto, passando frettolosamente per le vie del centro, una coppietta che trangugia a colazione due cornetti alla crema, dopo averli inzuppati in un cappuccino ancora troppo bollente, sopportare a pranzo l’assordante rumore metallico prodotto dalle forchette che sbattono, nella voracità del pasto, sul piatto, ormai completamente svuotato, e chiedersi come riescano tutti loro a giustificarsi con se stessi. Come riescano a convivere con il peso della sconfitta, non provare ribrezzo nei propri confronti e a tenere a bada quegli stessi demoni ormai indiscussi padroni della sua mente, della sua anima, della sua vita…

Ivan Allegranti

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Anita, la ragazza alla ricerca della perfezione

Anita ha 22 anni. E’ giovane, alta, con occhi grandi e vivaci, una cascata di ricci neri, che incorniciano ribelli un visetto dai lineamenti forse un po’ troppo affilati ed un fisico snello e armonioso. Sì, snello ma non abbastanza. Snello ma non magro ed ultimamente, tutto ciò le procura una sofferenza tanto intima, quanto violenta ed insopportabile. Un dolore lacerante la sta ormai da anni consumando dentro e fuori da quando si è accorta, con una certa sorpresa, mista a rabbia e delusione, di essere semplicemente un mostro. Perchè è così che Anita si vede allo specchio e la frustrazione di vedere davanti ai propri occhi il riflesso di una creatura tanto orribile la tormenta in un modo spietato. Quando ha cominciato a sentirsi così? Forse è una sensazione che l’ha accompagnata da sempre. Invece no. Anita si ricorda perfettamente di aver quantomeno apprezzato il proprio aspetto: anzi, si era addirittura trovata carina, forse bella in alcune speciali occasioni. Che pazza sconsiderata doveva esssere stata; come aveva fatto a non provare disgusto guardando una qualunque di quelle fotografie che la ritraevano in una posa patetica, se non ridicola e nauseante. Quelle stesse fotografie che in una giornata d’inverno aveva deciso repentinamente di far sparire, bruciandole con soddisfazione nel caminetto del salotto.

Sara Alberti, tribute to Leonardo

La cosa peggiore però erano probabilmente i commenti inutili e irritanti di amici e parenti: “Anita, tesoro, stai dimagrendo a vista d’cchio! Ma mangi cara?” oppure ancora “Guarda che agli uomini le ragazze tutte pelle e ossa non piacciono: loro cercano le curve, sai?!”. Già, come se lei avesse fatto tutto questo per piacere di più agli uomini. Come potevano non comprendere con assoluta chiarezza che era per se stessa che arrivava a contare ossessivamente le calorie della giornata, che era per se stessa che lei andava a fare aerobica cinque pomeriggi in settimana, per almeno due ore al giorno, che era per se stessa che, in seguito a un momento di debolezza, dopo aver magari trangugiato in tutta fretta e di nascosto un quadretto di cioccolata, si puniva meritatamente e versava lacrime amare per l’insopportabile senso di colpa, con la testa piegata sul gabinetto? Tutto questo Anita lo faceva per se stessa e per se stessa solamente. Per la donna perfetta che voleva essere e che sarebbe stata, un giorno. Ne era certa. Perchè alla perfezione non vi è niente che non si possa sacrificare ed è solo nella speranza di raggiungerla che una vita può trovare finalmente un senso ed una sua ragione di essere; o almeno quella di Anita e di molte altre.

Ivan Allegranti

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MIME ON VOGUE.IT : we fight against ana and mia and you?

MIME is on Vogue.it! From now we are official ambassadors of Vogue to fight against the websites pro ana and mia. I’m so glad to announce you that our sacrifices and our novels probably reached the heart of a girl.  Thank you for supporting MIME’s Team! I’m really happy of what’s happened! With Love MIME

MIME è su Vogue.it! Da ora siamo ufficiali ambasciatori di Vogue per combattere i siti pro ana and mia. Sono così onorato di annunciarvi che tutti i nostri sacrifici e le nostre favole probabilmente sono entrati nel cuore di qualche ragazza. Grazie per aver supportato il Team di MIME! Sono contento di ciò che è accaduto! With Love MIME

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02 Luglio 2006: la storia di Jenny arriva a conclusione

Ciao ragazzi, sono Marta Gerti, un’appassionata di moda. Non conoscevo questo blog ma, avendomene parlato una mia amica, non ho saputo resistere…ed eccomi qui, pronta a provare a continuare la storia di Daphne. 

02/07/2006

Caro diario, che mesi sono stati questi ultimi! Daphne ha davvero rischiato grosso: è svenuta durante lo spettacolo di fine anno a causa dell’eccessiva debolezza indotta da quella sua assurda dieta. L’aiuto della psicologa non è servito a molto e ciò, unito alla testardaggine della mia amica, ha portato a questo triste episodio. Grazie al cielo, dopo la paura di quel giorno, ha deciso di iniziare seriamente a riflettere sulla sua alimentazione poichè la nostra professoressa è riuscita lì dove altri, me inclusa, hanno fallito. Le ha fatto capire, anche con toni duri, che questo suo assurdo desiderio di perfezione fisica, oltre che pericoloso per la sua salute, le sarebbe potuto costare la carriera. I genitori di Daphne poi hanno fatto il resto: l’hanno convinta  a farsi aiutare, seriamente, da alcuni professionisti e lei, rendendosi conto di quanto questo le sarebbe servito, alla fine, ha accettato di farsi aiutare dalle persone che le vogliono bene. Domani partiamo insieme per le vacanze: andremo insieme a Londra sia per visitarla sia perchè ci aspetta un concorso per accedere ad un’altra scuola di danza. New York è bella ma noi europee amiamo l’Europa!

Jenny

Marta Gerti

 

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25th May 2006: the diary of Jenny goes on

Hello to all the readers of Mime, my name is Matteo Bianchi and I am a student of medicine in Pavia. My girlfriend has a passion for fashion and has convinced me to take a look to this blog and, as far as I consider my self ignorant on the subject, I thought that it was really interesting. Therefore, having a certain passion for writing, I decided to try to continue the story of Jenny. Ivan gave me the permission to continue the story. I hope you will enjoy it.
Dear Diary,

I’m beginning to worry about Daphne: her diet, that I began to follow, proved to be too harsh. I decided to left it. She does not! She stepped up, going  beyond the tips of her personal trainer. I see that my friend doesn’t eat almost nothing except vegetables. It is always all white and, despite continuing to exercise 5 hours each day like at the beginning, she is almost ko after the first hour. I’d love to help her to understand that she is fantastic for what she is, with her body, by her grace and that she needs not starving, because her weight is perfect. She didn’t listen to me. Yesterday evening we quarreled; this was the first time in recent months, because, despite her last fainting occurred the morning lesson, decided to continue undeterred with its wrong feeding, without understanding, however, that the shortage of essential items such as carbohydrates and proteins are essential for a good health. As if that weren’t enough, our Ballet’s teacher has imposed on all of us to make a special visit to see how our body reacts on work; Daphne refused to go there and I think this indicates that she does not recognize herself anymore. She has become a shadow of what she was 2 months ago! To help her I decided to make a last attempt and accompany her to a family friend, that moved to New York, which is psychologist. Maybe she can help Daphne to get out of this bottomless tunnel in which she is seriously starting to enter. I hope she will accept my umpteenth help.
Jenny
Matteo Bianchi
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25 maggio 2006: la storia di Jenny continua

Ciao a tutti i lettori di Mime, mi chiamo Matteo Bianchi e sono uno studente di medicina a Pavia. La mia ragazza è appassionata di moda e mi ha convinto a dare un’occhiata a questo blog e, per quanto mi reputi ignorante in materia, ho pensato che quest’ iniziativa fosse davvero interessante. Pertanto, avendo anche una certa passione per la scrittura, ho deciso di provare a continuare questa storia“ a puntate”, avendo anch’io contattato Ivan. Spero che possa piacervi.

 Caro diario,

sto cominciando a preoccuparmi seriamente per Daphne: la sua dieta, che avevo iniziato a seguire, si è rivelata davvero troppo dura. Ho deciso di lasciarla perdere. Lei no, tutt’altro! L’ha intensificata, andando ben oltre i consigli del suo personal trainer. Vedo che la mia amica non mangia quasi più nulla eccetto le verdure. È sempre pallidissima e, nonostante continui ad esercitarsi 5 ore ogni giorno come all’inizio, si sta quasi rimpicciolendo davanti ai miei occhi. Vorrei tanto aiutarla a capire che lei è fantastica per ciò che è, con il suo fisico, con la sua grazia e che non ha bisogno di dimagrire ulteriormente, perché è perfetta. Lei non mi ascolta. Ieri sera abbiamo litigato; è la prima volta in questi mesi, perché, nonostante il suo ultimo svenimento, avvenuto la mattina a lezione, ha deciso di continuare imperterrita con la sua alimentazione sbagliata, senza capire però che le mancano elementi essenziali come carboidrati e proteine e che, senza di questi, rischia di indebolirsi sempre più. Come se non bastasse, la nostra professoressa di danza classica ha imposto a tutte noi di fare una visita specialistica per vedere come reagisce il nostro fisico agli allenamenti; Daphne si è rifiutata di andarci ed io penso che questo indichi ancora di più una certa consapevolezza, anche da parte sua,  nel non riconoscersi più. È diventata l’ombra di ciò che era 2 mesi fa! Per aiutarla, ho deciso di fare un ultimo tentativo ed accompagnarla da un’amica di famiglia, trasferitasi a New York, che è psicologa. Forse può aiutarla ad uscire da questo tunnel senza fondo in cui temo stia seriamente iniziando ad entrare. Spero che accetti questo mio ennesimo aiuto.

Jenny

Matteo Bianchi

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March 26, 2006

Hello everyone, my name is Francesca Borsesi andi I’m always be  interested in the fashion, in all its facets. When I came across “MIME” I learned to see my passion in a different light: finally at 360 °. I was struck by this initiative and, having contacted Ivan, the head of the blog, I pitched the idea to write a story “on installments”.

March 26, 2006

Dear Diary,

is a month that my life has changed radically. I went tothe “Julliard” dance school inNew York: it’s like a dream. There were many other girls better, more beautiful and especially thinner than me, but I did it! Daphne, my new friend and roommate, has a talent and inimitable grace. Her body then is perfect: it is tall, slender and has a body like a real dancer, in the strict sense of the word. I asked her to reveal me the secret to a physique like her and she told me that she has a special diet. I read it: it’s absurd. I have always been accustomed to eat in a balanced and varied way, and this diet that her personal trainer has her prescribed does not convince me, even if you can see good results. We’ll see … for now, the only thing that comes to mind is: “If you can dream it, you can do it!” I want to become a dancer, at the cost of everything, including the physical.

Jenny

How do you imagine to go on with the story? Contact Ivan …

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26 marzo 2006

Ciao a tutti, mi chiamo Francesca Borsesi e da sempre mi è interessata la moda, in tutte le sue sfaccettature. Quando mi sono imbattuta in “MIME” ho imparato a vedere la mia passione con una luce diversa: finalmente a 360°. Sono stata colpita da quest’iniziativa e, avendo contattato Ivan, il responsabile del blog, gli ho lanciato l’idea di scrivere una storia “a puntate”.

26 Marzo 2006

 Caro diario,

scusa se non scrivo da tanto ma è da un mese che la mia vita è cambiata radicalmente. Sono entrata alla “Julliard” di New York. C’erano tante altre ragazze più brave, più belle e soprattutto più magre di me ma ce l’ho fatta! Ho realizzato il sogno di quando ero bambina: quanti sacrifici, quante lotte ma alla fine ci sono riuscita. Ho passato selezioni su selezioni e ora, dalla piccola Empoli, mi ritrovo nell’immmensa New York. Mi sento sperduta e sola. Ho fatto amicizia con Daphne che ha un talento ed una grazia inimitabili. Io e Daphne siamo diventate amiche e compagne di stanza; stiamo sempre assieme e spero che il rapporto si consolidi. Mi ha detto che viene da Parigi ed è figlia di una ricca famiglia francese. Il suo fisico è perfetto: è alta, slanciata ed ha un corpo da vera ballerina, nel senso stretto della parola. Le ho chiesto, perchè un po’ invidiosa, di rivelarmi il segreto per un fisico simile al suo e lei mi ha detto che segue una dieta speciale. L’ho letta: è assurda! Essendo stata sempre abituata a mangiare in modo bilanciato e variegato, questa dieta che gli ha prescritto il personal trainer parigino non mi convince molto, anche se i risultati sono ottimi. Vedremo…, per ora, l’unica cosa che mi viene in mente è: “Se puoi sognarlo, puoi farlo!” Io voglio diventare una ballerina a costo di tutto, fisico incluso.

Jenny

E voi come continuereste la storia? Contattate Ivan…

 

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Paola was 15 and was a normal girl like the others…

Paola was 15, she was a normal girl and like a promising young girl in volleyball. One day, looking in the mirror, she was having too much fat and, to appeal to Matteo, a so handsome and popular boy, made a decision: to lose at least 10 kg over a very short time. Paola thought herself that he, after this diet, will notice her; he would ask her to became his girlfriend, they will stay together and would be happy as in fairy tales.

“Basically it will not be forever, just enough to reduce the amount of food. Since I already do lots of sport, I could skip every other day lunch or breakfast, I eat little at dinner, the evening because I’m not very hungry. I’ll have to endure only a month, nothing more. ” This was the constant thought of Paola. The first month, meanwhile, was swiftly flown away and had lost 5 kg. Satisfied with her result, the teenager decided to improve herself: she was not yet perfect and would definitely appeal to Matthew. Another month passed quickly and the scale marked ìa lost of 7 kg. Finally, Matteo asked her to exit, and between herself she thought that she should keep this way of life.”Just knowing how to adjust: sports, little food and excellent sentimental results. A simple and magic formula! “The girl believed to have the world in her hands but after three or four months, was increasingly thin and pale, tired after just an hour’s workout, after the three who used to do daily. After a while, passing out almost every day. Before the regional youth championships of volleyball, another of her dreams to realize, was summoned by his coach that bitter tone said “I talked to your parents. They see that you do not eat anymore, you’re slowly depressing, in every sense: you’re pale, fainted often, what happens? Until six months ago you were the brighter of our team and now, I would not even dare to hold you in the reserves! I can not take the regional championship.” ” Coach! I give up, always! I am active, I do not ever give up. All these years of hard work do not count? And it’s my dream, can not deprive myself so no one else has given me more than this team!” ” Paula, now I have decided: you can not go on like this. I’m not depriving you of your dream, you made all by yourself! You can try maybe next year, when you get back in shape!” ” This is not the only volleyball team in the area, I’m leaving. Bye. ”
Two years have passed since that day, Paola has entered in a new team, then another and finally into a third: three different teams and a less body mass Matteo is no longer part of his life, left her for a girl with a few pounds more, but at the same time stronger than she, which has become fragile in many aspects. She is admitted to the clinic where she can see, through tears, a volleyball field. A few meters away from that window, girls of 15 -16 years, in between sessions, eat together, happy, chasing their dream and without being captured by the terrible monster that has captured her two years ago, the whose name still can not pronounce. Suddenly, knock on the door of his room, when almost no longer hoped: it is the director of the clinic that says “stop crying, it’s all past now. That period of weakness that stole you two of the best years of your life is gone now go out! There’s your boyfriend who is waiting with open arms. ”

Erminia Milano